Cronologia-241: Probabile realizzazione della via Aurelia da parte del censore Gaio Aurelio Cotta. La strada attraversa il Tevere attraverso un ponte in legno.
28/4/1849: Le truppe Francesi sbarcate a Civitavecchia, iniziano la Marcia verso Roma lungo la Via Aurelia.
30/4/1849: I soldati della Repubblica romana bloccano il primo assalto delle truppe francesi a Porta Cavalleggeri. Il generale Oudinot ripara le truppe presso le Villa Valentini e Pamphili lungo la Via Aurelia. Per bloccare la loro ritirata su Civitavecchia, Garibaldi si spinge con i suoi soldati fino a villa Pamphili, espugnandola a furia di baionetta. Gli scontri si concludono nei pressi dell'Arco di Paolo V (che subisce alcuni danni). I francesi ripiega comunque a Civitavecchia, dove attendono i rinforzi.
26/5/1849: Giacomo Medici, con il grado di maggiore, viene messo al comando del battaglione Volteggiatori italiani, con l'incarico di difendere dall'attacco delle truppe francesi la posizione di porta San Pancrazio. Il battaglione si attesta presso la Villa del Vascello a via Aurelia.
/4/1910: Fra le pietre che la guardiana ferroviaria Ginevra Trancanelli fece raccogliere, presso s. Marinella, in un suo piccolo terreno e nella prossima tenuta della princicipessa Donna Flaminia Odescalchi, per fabbricare una modesta abitazione, fu per puro caso riconosciuto dal cantoniere sig. Evaristo Guerri un pezzo di arenaria grigioscura, nel quale era incisa un'iscrizione. Il luogo su cui sorge la nuova casa č a circa 1700 m. ad ovest dalla stazione di s. Marinella, sulla sinistra, e quasi accanto alla strada ferrata che conduce a Civitavecchia, e poco oltre il casello ferroviario che sta sulla destra.
Fu vera fortuna che il sig. avv. Alfredo Fabrizi, che ha in quel luogo una villa, riconosciuta l'importanza della ląpide, se la facesse consegnare a scopo di studio dalla Trancanelli e dal Guerri; e ciņ per poter impedire la dispersione o la rovina di un documento che puņ presentare speciale interesse archeologico e storico. Il sig. avv. Fabrizi narrņ le circostanze principali del rinvenimento in un notevole articolo pubblicato nel giornale La Tribuna, del 12 gennaio del corrente anno 1910.
Attualmente la pietra inscritta trovasi in Roma nel Museo di Villa Giulia. Essa ha forma di prisma a base romboidale ; e l'iscrizione č incisa sopra una delle facce rettangolari pił lunghe. La pietra conserva ben visibili le tracce dell'accetta con cui fu sbozzata; e soltanto la faccia principale, su cui č l'iscrizione, venne regolarmente spianata. Per la sua forma, per le sue dimensioni e per il modo come č lavorata, non si puņ ammettere che la pietra fosse isolata.
Sembra invece probabile che facesse parte di una costruzione, e che la sua forma dipendesse dalla posizione relativa dei materiali fra i quali era inclusa. Essa doveva presentare un'unica faccia vista; quella che recala iscrizione. Nel delineare questo, abbiamo posto ogni cura; se perņ in alcuna parte puņ sorgere qualche dubbio, potrą giovare a rimuoverlo il confronto sulla fig. 1 che riproduce la fotografia tolta dall'originale. Potranno forse rimanere incerte quelle parti nelle quali le lettere non appariscono intiere per le corrosioni e per le scheggiature della pietra. La fig. 3 presenta una sezione orizzontale della pietra iscritta.
La lapide, comprendente sette righe, che si leggono da destra a sinistra, appare intiera, sebbene manchino, evidentemente, delle lettere presso lo spigolo a sinistra e lungo lo spigolo inferiore. Ciņ si desume dal fatto che i caratteri si vanno restringendo e rimpicciolendo in basso, come se lo scrittore, non avendo tracciata prima la leggenda, avesse dovuto adattarsi a condensare le parole, man mano che il lavoro procedeva, in uno spazio che si presentava sempre pił angusto di quanto egli aveva preveduto.
Da ciņ che venne riferito dal sig. avv. Fabrizi nel suo articolo inserito nel giornale La Tribuna, č probabile che la pietra provenga da una collina la quale si eleva sulla destra della ferrovia che va da s. Marinella a Civitavecchia a nord del casello ferroviario gią ricordato, in un punto ove si trova « un cumulo di pietre... che forma come una specie di sperone sulla linea ondulata della collina » .
La pietra č, come abbiamo detto, un'arenaria grigio-scura, di cui si trovano presso s. Marinella estesi banchi. E' pertanto da escludersi che essa sia stata portata in antico da altre localitą.
Fra il casello ferroviario e il piede della collina esistono le vestigia di una via romana selciata con grandi poligoni di arenaria dura, locale. Tale via, che aveva direzione da est ad ovest, costituiva una scorciatoia della Aurelia, la quale, seguendo sempre la costa, compieva in quel luogo un ampio giro fino al Capo Linaro, presso cui, alla « Torre Chiaruccia » era la stazione denominata Castrum Novum, forse in contrapposto ad una localitą fortificata pił antica, della quale non si conserva il nome.
Senza dubbio il territorio di s. Marinella, compreso fra il porto etrusco di Pyrgi ad est e quello di Centumcellae ad ovest, fin dalla pił remota antichitą fu sede di colonia avente importanza per commercio marittimo.
Secondo la tavola Peutingeriana, il sito di s. Marinella corrispondeva al luogo ritenuto l'unico emporio commerciale, secondo il Mommsen ('), che i Fenici avessero sulle sponde tirrene.
Forse la cittą preromana era nel sito ora denominato « Punton del Castrato » a circa due chilometri ad est dal sito in cui fu rinvenuta l'iscrizione, poiché ivi si trovano avanzi di mura che sembrano di fortificazione a grandi parallelepipedi. Né č forse imitile ricordare che ivi presso, nel luogo detto « la Guardiola » , furono scoperte delle tombe scavate nella roccia, rivestite di rozze lastre di pietra e ricoperte da grossi blocchi sovrapposti a guisa di tumulo. Le quali strutture sepolcrali presentano caratteri di grande antichitą ed hanno riscontro in molte tombe dell'Oriente e della Magna Grecia.
R- Mengarelli
15/11/1943: Al 12 km dell'Aurelia un'autocolonna tedesca č bloccata dai partigiani in conseguenza dello spargimento di chiodi a quattro punte.
20/11/1943: L'ex maresciallo dell'Areonautica Vincenzo Guarniera, effettua un'imboscata al 13 km dell'Aurelia, al comando un reparto di partigiani di Bandiera Rossa. Alcuni autocarri di una colonna tedesca vengono distrutti, due ufficiali uccisi.
3/5/1944: Rastrellamenti a Ostia e posti di blocco lungo l'Aurelia per procurare lavoratori alla organizzazione Todt.
16/9/1970: Si concludono i lavori per la realizzazione del Grande Raccordo Anulare. Completata la quarta e ultima tratta con la saldatura dei tronchi tra Aurelia e Cassia e tra Cassia e Flaminia.
24/3/1984: Nella notte, al chilometro nove e seicento della statale Aurelia, viene assalta la sede romana della Brink's Securmark. La societą di trasporto valori faceva capo ad una catena bancaria di Michele Sindona. Il commando, composto da da 4 uomini, senza sparare un colpo portarono via denaro contante, oro e preziosi per un valore di 35 miliardi di lire. Si scoprirą che la mente del colpo, era Tony Chichiarelli falsario legato alla Banda della Magliana.
2007: A seguito di indagini preliminari della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, in via la Monachina, viene localizzata e indagata in maniera estensiva quella che, ad oggi, si presenta come una delle necropoli di epoca imperialie pił estese di questa porzione del suburbio romano, innervata tra le vie Aurelia e Cornelia. Si tratta di 337 tombe, quasi tutte a inumazione, realizzate in semplici fosse nel banco tufaceo e inquadrabili tra l'etą adrianea e la metą circa del III secolo d.C.
/1/2018: Durante i lavori di scavo per la realizzazione di un nuovo impianto turistico-ricettivo tra Palidoro e Torrimpietra, in zona Granaretto, le ruspe portato alla luce il basolato di un tratto della via Aurelia antica.
Monumenti