Cronologia-301: Con le vittorie contro gli Etruschi nella battaglia di Rusellae, per meglio controllare l'Etruria interna (con un percorso intermedio tra la via Aurelia e la via Flaminia), viene avviata la realizzazione della strada consolare Cassia.
3/6/1849: Comincia l'assedio francese di Roma. Il generale Oudinot (che aveva invece annunciato per il 4 giugno la data di riprese delle ostilità), attacca dal versante del Gianicolo. Alle 3 del mattino, la colonna del generale Mollière (affiancata da una seconda colonna, condotta da Levaillant), fa saltare alcune mine nel recinto della Villa Doria Pamphilj, scacciando gli assai sorpresi difensori. Da lì prosegue contro Villa Corsini, dove si sono rifugiati i circa 200 fuggitivi difensori del primo caposaldo, insieme a pochi bersaglieri del Pietramellara e al battaglione del Galletti. Tutte le forze romane, dopo tre ore di combattimenti, ripiegano a Villa del Vascello. Garibaldi verso le 5 del mattino assalta Villa Corsini, prendendola alle 7:30 per poi esserne di nuovo scacciato, nel giro di un'ora con ingenti perdite. Seguono vari assalti delle truppe garibaldini, con un'ultimo tentativo nel tardo pomeriggio, nel corso del quale sono feriti Emilio Dandolo e Goffredo Mameli. A sera, dopo 16 ore di combattimenti, le posizioni sul Gianicolo erano divise fra i francesi, che si fortificavano alla Doria Pamphilj e alla Corsini e i romani, attestati al Vascello, ultima posizione prima delle mura di Roma.
/5/1879: Sul cominciare del mese di aprile fu accordata licenza al sig. Luigi Malduia (avendo egli avuta la necessaria autorizzazione dal sig. principe Borghese proprietario dei fondi), di eseguire scavi nel territorio denominato Acquatraversa, Inviolata ed Inviolatella, al quinto miglio a destra della via Cassia; e s'intrapresero i lavori il 1 del mese nel primo dei ricordati luoghi.
Alla profondità di circa met. 2.00 si ritrovarono muri laterizi, ed in qualche sito rivestiti a romiti di tufo. Si continuarono le ricerche in mezzo i ruderi, alti un metro e mezzo dal suolo vergine dove si raccolsero pezzi di marmo e di stucchi. Da ciò elio si dice nella prima relazione, il luogo dovè essere esplorato precedentemente.
Nella valle fra l'Osteria e la Cascina si fecero poscia alcuni tasti, che condussero alla scoperta di un colombaio. Questo fu ricoperto subito dopo, essendosi visto che era stato altra volta esplorato. Una camera che dava speranza di rinvenimenti fu in parte sgombrata delle macerie, fino al pavimento, che si vide composto a musaico bianco e nero con disegni geometrici.
Si rinvennero in seguito avanzi di una terma che furono ricoperti, poiché anche quel luogo era stato esplorato anteriormente.
Rodolfo Lanciani.
/6/1899: Nel fare un canale per irrigazione nella tenuta di Acquatraversa, di proprietà della sig. Principessa della Scaletta, fra il terzo ed il quarto chilometro della via Cassia, è stato rimesso all'aperto il basamento di un grandioso monumento sepolcrale, costruito in blocchi squadrati di travertino.
Questa costruzione è sormontata da una cornice di base, in marmo, e misura m. 3,85 per ogni lato. Il sepolcro era stato già frugato e devastato in antico. Fra la terra, di cui era ricolmo, si trovò una statua muliebre panneggiata alquanto maggiore del vero, di mediocre lavoro e mancante di tutta la metà anteriore della testa. Appoggia la mano destra sul petto, e con la sinistra sostiene il manto.
In prossimità di questo monumento si scoprirono i resti di un altro sepolcro costruito in parallelepipedi di tufo; e fra la terra si raccolse una lastra di marmo, su cui leggesi questo titolo sepolcrale: D M S CORNELIAE IANV ARIAE FILIAE DVL CISS Q V ANN VNO M II D XXIII CORNE LIVS GAETVLICVS PATER ET IVLIA FOR TVNATA MATER FECER
Anche di un terzo monumento riapparvero alcuni informi avanzi, . ed ivi presso si rimise in luce un tratto dell’antica via romana, costruito coi soliti poligoni di lava basaltina.
Giuseppe Gatti.
2/6/1907: Il Capitano dell'areonautica Arnaldo Ulivelli, precipita con il suo aerostato, folgorato da un fulmine:
"Alla Farnesina, fuori Porta del Popolo, dovevano susseguirsi due cerimonie, con l'intervento del Re e della Regina, la rivista militare, e l'inangurazione della gran gara nazionale di tiro a segno. Erano oramai compiute queste due cerimonie, quando fra la folla e le file delle truppe si manifestò un'agitazione a tutta prima inesplicabile.
Il pallone areostatico del genio militare, inalzatosi in ascensione libera verso le 10 e mezza, dal piazzale di Ponte Molle, erasi incendiato all'altezza di un 500 metri ed il capitano Ulivelli, che era nella navicella, era precipitato al suolo in gravissime condizioni.
Il pallone scoppiato aveva la capacità di 240 metri era di seta, verniciata con polvere di alluminio, per renderlo impermeabile e difenderlo dai raggi solari. Era stato costrutto a Roma dalla brigata specialisti del genio quattro o cinque anni sono e portava il numero 20 di matricola. Domenica mattina alle 7.30 fu trasportato con un parco ridotto al gasometro della Società del gas per procedere alle operazioni di gonfiamento dirette dal capitano Rinaldo Ulivelli e dai tenenti Cianetti e Verdusio; quindi il pallone venne trasportato col palco sulla riva sinistra del Tevere accanto al piazzale di Ponte Molle, dal quale poco prima delle 11 fu vistò inalzarsi.
Nella, navicella, nella quale era spazio per una sola persona, prese posto il capitano Ulivelli, che aveva seco alcuni sacchetti di zavorra, un barometro, un termometro ed un binoccolo di osservazione, e tutto il necessario per provvedere al trasporto dell'aereostato a Roma dopo la discesa. Il capitano partì tranquillamente, sebbene la giornata apparisse poco indicata per una ascensione, e il cielo si abbuiava sempre più, una densa cortina di nuvole velava i colli circostanti, minacciando di momento in momento un rovescio d'acqua.
Il pallone si innalzò lentamente salendo subito all’altezza di 350 metri. Un vento leggero lostrasportò alla destra del Tevere spingendolo verso i colli circostanti. L'aereonauta per superare le alture dell'Acqua Traversa, si innalzò di un'altra cinquantina di metri e l'aereostato rimase così a circa 500 metri dal suolo montuoso.
A tale altezza avvenne la catastrofe, così narrata dal tenente Cianetti, valente areonnuta anch'egli, che segui attentamente l’areostatico: “il pallone si è trovato preso in una nube temporalesca: è gnizzato un lampo e dalla valvola inferiore si è vista uscire una lingna di fiamma. Poco dopo si è avuto un lieve rimbombo, seguito da un'esplosione che ha lacerato l'involucro, il quale si è subito incendiato. Il bravo capitano Ulivelli, nel terribile frangente, non si è perduto di spirito ed ha gettato tutte le provviste di zavorra. La navicella è precipitata sopra una fitta siepe”.
La caduta del pallone durò dieci secondi. La fiammata, l’involucro cadente in basso come uno straccio, la navicella che precipitava in mezzo alla campagna, sparvero in un attimo dagli occhi dei moltissimi che avevano fino allora seguita l'ascensione.
La navicella, caduta nella località tra la Camilluccia e Via Cassia, aveva battuto sopra un grosso cespuglio e l'urto aveva balzato fuori l'aereonauta. Primi ad accorrere furono alcuni contadini, poi sopraggiunsero a cavallo al gran galoppo il tenente medico del 18° artiglieria, Casali, e il tenente Bisi della Croce Rossa. Pochi istanti dopo giunse l'automobile del Comando del Corpo d'Armata, e su di esso il povero capitano Ulivelli venne trasportato all'ospedale di San Giacomo, il più vicino a Porta del Popolo.
Alle 12.20 visitavalo il Re, che pare fosse riconosciuto dall'infelice, che riconobbe anche la propria signora, arrivata improvvisa. Furono apprestate al capitano tutte le cute possibili, ma alle 14.30 egli spirava. "
/3/1910: Di fronte alla casa segnata col n. 9, sulla destra della via attuale, era stato posto come paracarro un cippo di travertino (m. 0,60 X 0,45 X 0,20), scritto a grandi e rozze lettere e sormontate da una corona granita: ...ANTINIO | POM PRIMO | ...CANTIVS B... | ETLCANTIVs | PRIMVS FIL PATri | pIENTISSIMO Fecerunt
Questo cippo, a cura della Direzione degli scavi di Roma e Provincia, fu trasportato nel Museo Nazionale Romano.
Angiolo Pasqui.
4/6/1944: Un autocarro tedesco proveniente da via Tasso e carico di 14 prigionieri non riesce a proseguire la sua fuga verso il Nord per un guasto. Tutti i prigionieri sono fucilati sul posto all'altezza de La Storta: Bruno Buozzi, il generale Piero Dodi, i tenenti Eugenio Arrighi e Saverio Tunetti, Lino Eramo e il capitano Enrico Sorrentino del FMC, Vincenzo Conversi, Edmondo Di Pillo, Borian Frejdrik di una formazione Matteotti, Luigi Castellani, Libero De Angelis, Alberto Pennacchi, il maggiore Alfio Brandimarte, il capitano inglese John Armstrong.
14/7/1946: Durante una un'esercitazione, due bombardieri Baltimore si scontrano e precipitano al 13 chilometro della via Cassia. Morti sei aviatori italiani.
4/6/1949: Inaugurato il monumento ai caduti dell'eccidio del 4 giugno 1944. Una targa a Via Cassia angolo Via Giulio Galli, ed un memoriale nel luogo dell'eccidio.
21/9/1957: La Fontana di Piazza Scossacavalli, in deposito nei giardini del Casino Bessarione, viene ricostruita dinanzi alla facciata della chiesa di Sant'Andrea della Valle, sostituendo con elementi moderni il bacino superiore disperso. Il beveratoio di Pietro Lombardi viene invece posto a Via Cassia (altezza civico 726).
25/8/1960: Alla presenza del Primo Cittadino della Capitale e di larghe rappresentanze del Governo, delle Forze Armate e del Comitato Organizzatore, la staffetta olimpica riprende la sua corsa dal Campidoglio per giungere (dopo aver attraversato Roma percorrendo il Corso e la via Flaminia), nello Stadio Olimpico alle ore 17,30, in concomitanza con Cerimonia d'Apertura. Si inaugurano le XVII olimpiadi. Le gare si svolgono: lotta grecoromana nella Basilica di Massenzio; Tiro a segno nei Poligoni di Tor di Quinto e Cesano; Tiro a volo al Campo Lazio ai Parioli; Pallacanestro e Sollevamento pesi al Palazzetto dello Sport al Flaminio; Scherma e Pentathlon moderno al Palazzo dei Congressi; Pallacanestro e Pugilato al Palaeur; Equitazione a Piazza di Siena e Pratoni del Vivaro; Pallanuoto alla piscine delle Rose; Hockey su prato allo Stadio dei Marmi; Cerimonia di apertura e chiusura, Atletica leggera allo Stadio Olimpico; Calcio allo Stadio Flaminio; Ginnastica alle Terme di Caracalla; Nuoto alle piscine del Foro italico; Penthatlon moderno tra il Golf Club dell'Acqua Santa e Passo Corese; Ciclismo al velodromo ed al Circuito temporaneo di Grottarossa (Via Cassia, Via di Grottarossa, Via Flaminia); Hockey su prato allo Stadio Tre Fontane. Tra le Aree d'allenamento: Centro sportivo dell'Acqua Acetosa, Stadio degli Eucalipti, Stadio della Farnesina, Stadio delle Terme di Caracalla, Stadio della Stella Polare e Stadio della Scuola Nazionale del Corpo Antincendiario.
5/2/1964: Durante lo sterro per un edificio all'altezza dell'incrocio tra via Cassia e via di Grottarossa, viene scoperta la cosiddetta “mummia di Grottarossa”. Mentre si svolgevano dei lavori, una ruspa rovescia e getta tra la terra di scarico un piccolo sarcofago di marmo senza che nessuno se ne accorgesse. Solo l'indomani un operaio intravide nella terra il corpo di una bambina e, temendo il peggio, avvisa la polizia; con grande stupore gli agenti si resero conto che quella bambina, di 7-8 anni, era morta, in realtà, molti secoli prima: il suo corpo era stato mummificato e sepolto insieme alla sua bambola e ad alcuni dei suoi preziosi giochi in ambra.
1979: Via Cassia 871, nella Zona Tomba di Nerone, viene aperto su iniziativa di Amerigo Brodolini, il locale Uonna Club, che diventerà presto un punto di riferimento per molti alternativi di Roma.
20/9/2015: Il sindaco Ignazio Marino inaugura il Parco Volusia a Vigna Clara.